Rassegna delle sentenze del Tribunale di Verona (anno 2024) in tema di impugnazione dei testamenti e riduzione per lesione della legittima

Il Tribunale di Verona ha emesso nel 2024 numerose decisioni in tema successorio, soprattutto in relazione all'impugnazione dei testamenti e alla tutela della quota riservata ai legittimari. Di seguito si propone una rassegna articolata delle 12 sentenze più rilevanti, ordinate per numero di sentenza e R.G. e con la possibilità di scaricarla in pdf cliccando sul titolo.


1. Sentenza n. 25/2024 (R.G. 4568/2021) Tribunale di Verona
Esclusione della figlia dalla successione e reintegrazione della legittima

Oggetto
Domanda di riduzione del testamento pubblico con cui la madre aveva nominato erede universale il figlio, escludendo l’altra figlia.

Sintesi della vicenda
La figlia esclusa ha agito per il riconoscimento della sua qualità di erede legittimaria e per ottenere la quota di 1/3 del patrimonio. Il fratello, beneficiario testamentario, ha contestato la domanda, eccependo la mancata allegazione della massa ereditaria e l’assenza di elementi sufficienti a dimostrare la lesione.

Punti salienti della decisione
- Il Tribunale ha chiarito che l’omessa indicazione iniziale di tutti i beni relitti o di eventuali donazioni non preclude la decisione sull’azione di riduzione, se tali elementi emergono in corso di causa.
- Ha affermato l’autonomia tra azione di riduzione e divisione.
- Ha riconosciuto la lesione della legittima e disposto la prosecuzione dell’istruttoria per la divisione ereditaria.

Valenza pratica
La sentenza valorizza l’orientamento della Cassazione in tema di elasticità probatoria nella fase introduttiva dell’azione di riduzione, favorendo la tutela sostanziale del legittimario anche quando non abbia una precisa contezza del relictum.

2. Sentenza n. 96/2024 (R.G. 4534/2017) Tribunale di Verona
Rinuncia alla legittima e donazione indiretta

Oggetto
Domanda di annullamento per incapacità e dolo dell’atto notarile con cui la vedova del de cuius aveva rinunciato all’azione di riduzione. In subordine, domanda di revoca della donazione indiretta per ingratitudine.

Sintesi della vicenda
La coniuge superstite, inizialmente consenziente al testamento del marito (che attribuiva la nuda proprietà dei beni a un nipote), ha successivamente impugnato la propria dichiarazione di acquiescenza, sostenendo di non essere capace di intendere e volere e di essere stata raggirata.

Punti salienti della decisione
- Il Tribunale ha rigettato le domande di annullamento per mancanza di prova dell’incapacità e dell’errore.
- Ha riconosciuto la natura di donazione indiretta della rinuncia all’azione di riduzione, ma ha escluso l’ingratitudine, stante la prova di un rapporto affettivo e di cura tra donante e donatario.
- Ha chiarito che l’atto pubblico di rinuncia non può essere invalidato senza querela di falso, se non supportato da idonee prove contrarie.

Valenza pratica
La sentenza è fondamentale nel delineare i presupposti per la revocazione delle donazioni indirette e per stabilire quando la rinuncia alla legittima possa valere come liberalità revocabile.

3. Sentenza n. 165/2024 (R.G. 11757/2015) Tribunale di Verona
Accettazione tacita e collazione di azienda familiare

Oggetto
Domanda di collazione e riduzione di donazioni effettuate in vita dal de cuius, contestata dall’altro erede con eccezione di prescrizione e accettazione tacita.

Sintesi della vicenda
Due fratelli si contendono la massa ereditaria del padre. L’attore sostiene che il fratello abbia ricevuto in vita una donazione indiretta consistente nella cessione dell’azienda, lesiva della sua quota legittima. Il convenuto eccepisce che l’attore ha già accettato l’eredità e ha tenuto comportamenti incompatibili con l’azione.

Punti salienti della decisione
- Il Tribunale ha rigettato l’eccezione di prescrizione, evidenziando che l’azione è stata tempestiva.
- Ha ritenuto che l’azione di riduzione possa coesistere con l’accettazione dell’eredità, purché non siano intervenuti atti incompatibili con la contestazione.
- È stata disposta una consulenza tecnica per la valutazione del valore dell’azienda ceduta, al fine di verificare la lesione della legittima.

Valenza pratica
Utile per comprendere il rapporto tra collazione, accettazione tacita e azione di riduzione, con particolare attenzione alle implicazioni nelle imprese familiari.

4. Sentenza n. 696/2024 (R.G. 1847/2021) Tribunale di Verona
Buona fede del beneficiario e restituzione dei frutti

Oggetto
Domanda di riduzione e richiesta di restituzione dei frutti ex art. 561 c.c.

Sintesi della vicenda
Il figlio pretermesso ha chiesto la riduzione di un testamento con cui il padre aveva lasciato tutti i beni a un altro figlio, nonché la restituzione dei frutti percepiti. Il beneficiario ha eccepito la propria buona fede, sostenendo di non essere a conoscenza della lesione.

Punti salienti della decisione
- Il Tribunale ha accertato la lesione della quota legittima.
- Ha stabilito che la buona fede del beneficiario impedisce la retroattività dell’obbligo di restituzione dei frutti.
- Il diritto alla restituzione decorre solo dalla domanda giudiziale, salvo prova della conoscenza della lesione.

Valenza pratica
Chiarisce la distinzione tra possesso di buona e mala fede nel contesto successorio e le conseguenze in ordine alla restituzione di frutti civili.

5. Sentenza n. 744/2024 (R.G. 7883/2021) Tribunale di Verona
Domanda di riduzione e divisione ereditaria

Oggetto
Domanda di riduzione e accertamento del relictum, con richiesta di reintegrazione della quota legittima.

Sintesi della vicenda
Il figlio della defunta è stato nominato erede universale con testamento pubblico. La sorella ha proposto azione di riduzione lamentando la propria esclusione e chiedendo l’accertamento della quota spettante.

Punti salienti della decisione
- Il Tribunale ha riconosciuto la qualità di erede legittimaria della sorella, rigettando l’eccezione di inammissibilità per genericità della domanda.
- Ha precisato che, ove l’attore ritenga che non esistano donazioni ulteriori o beni diversi da quelli noti, può comunque ottenere tutela, ferma restando la necessità di quantificare la lesione.
- È stata disposta CTU per la stima degli immobili e la predisposizione del progetto di divisione.

Valenza pratica
Sentenza importante per la corretta impostazione dell’azione di riduzione e la gestione della fase di divisione tra legittimari, con ampio spazio alla funzione tecnica del CTU.

6. Sentenza n. 788 (R.G. 1126/2019)
Conflitto tra coniuge superstite e figli del primo letto

Oggetto
Azione di riduzione promossa dalla seconda moglie del de cuius nei confronti dei figli del primo matrimonio, beneficiari di una disposizione testamentaria.

Sintesi della vicenda
La vedova ha sostenuto che il testamento con cui il marito disponeva in favore esclusivo dei figli ledeva la sua quota di legittima, e ha agito per la reintegrazione, deducendo altresì che alcuni beni indicati come relitti erano in realtà a lei intestati e non compresi nell’asse ereditario.

Punti salienti della decisione
- Il Tribunale ha ritenuto fondata la domanda, accertando che la quota riservata alla coniuge defunta (1/4, in presenza di più figli) era stata lesa.
- Le due schede testamentarie sono state ridotte nei limiti di legge, con dichiarazione di inefficacia parziale.
- È stata accolta anche la domanda di pagamento della somma equivalente, pro quota, a carico dei beneficiari testamentari.

Valenza pratica
La sentenza dimostra come, anche a distanza di tempo e per successione nel diritto da parte di altri eredi, la lesione della quota di legittima del coniuge superstite possa essere fatta valere con esito positivo.

7. R.G. 6805/2018 – Sentenza n. 818 (pagina 130)
Donazioni indirette e liberalità d’uso

Oggetto
Azione di riduzione per donazioni in denaro e titoli, effettuate in vita dal de cuius a uno solo dei figli.

Sintesi della vicenda
Il figlio pretermesso ha sostenuto che il fratello aveva ricevuto ingenti somme a titolo gratuito dal padre, sotto forma di “prestiti” mai restituiti e investimenti in titoli, così da ridurre sostanzialmente la quota disponibile.

Punti salienti della decisione
- Il Tribunale ha escluso la natura di liberalità d’uso, qualificando le erogazioni come vere e proprie donazioni indirette.
- Ha confermato che anche le dazioni di denaro, se consistenti e ingiustificate, vanno computate nella riunione fittizia.
- La riduzione è stata accolta con reintegrazione della quota legittima del ricorrente.

Valenza pratica
Sentenza rilevante per l’estensione dell’ambito applicativo dell’azione di riduzione anche a donazioni non formali, che assumono rilievo in quanto lesive della quota di riserva.

8. R.G. 3996/2021 – Sentenza n. 848 (pagina 153)
Testamento a favore di terzi ed azione mista

Oggetto
Domanda di riduzione e contestuale divisione promossa dalla figlia del de cuius, esclusa dal testamento olografo in favore di un estraneo.

Sintesi della vicenda
La figlia ha chiesto l’accertamento della lesione della sua quota legittima e la divisione del patrimonio ereditario, sostenendo che il testamento era stato redatto sotto influenza indebita da parte del beneficiario.

Punti salienti della decisione
- Il Tribunale ha rigettato l’eccezione di inammissibilità per cumulo delle domande, chiarendo che riduzione e divisione possono coesistere nel medesimo giudizio.
- È stata disposta la riduzione del testamento nella misura necessaria alla reintegrazione della quota legittima.
- Il Giudice ha nominato un CTU per predisporre un progetto di divisione.

Valenza pratica
La sentenza afferma il principio di compatibilità tra azione di riduzione e domanda divisionale, utile in contesti in cui il legittimario pretermesso intenda ottenere anche l’attribuzione concreta dei beni.

9. R.G. 3317/2020 – Sentenza n. 849 (pagina 164)
Incapacità naturale del testatore

Oggetto
Domanda di nullità del testamento olografo per incapacità del de cuius al momento della redazione e, in subordine, domanda di riduzione per lesione della legittima.

Sintesi della vicenda
Un nipote, erede legittimario, ha impugnato il testamento del nonno sostenendo che fosse affetto da gravi disturbi cognitivi al momento della redazione del testamento, con richiesta subordinata di riduzione per lesione.

Punti salienti della decisione
- Il Tribunale ha rigettato la domanda principale per difetto di prova circa l’incapacità del testatore.
- È stata accolta la domanda subordinata di riduzione, con riconoscimento della lesione e reintegrazione della quota.
- È stato sottolineato che, in caso di dubbio sulla capacità, l’onere della prova grava su chi impugna il testamento.

Valenza pratica
La sentenza riafferma l’orientamento consolidato secondo cui l’incapacità naturale va dimostrata rigorosamente e non può essere semplicemente dedotta dall’età avanzata o da situazioni di debolezza psicofisica generica.

10. R.G. 10470/2019 – Sentenza n. 939 (pagina 120)
Lesione della quota del coniuge pretermesso

Oggetto
Domanda di riduzione avanzata dall’erede del coniuge pretermesso, in relazione a due testamenti olografi del de cuius.

Sintesi della vicenda
La moglie del defunto, esclusa da due testamenti olografi che istituivano eredi i figli, era nel frattempo deceduta, ed il suo erede ha agito per la riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della quota di legittima del coniuge.

Punti salienti della decisione
- Il Tribunale ha ritenuto fondata la domanda, accertando che la quota riservata alla coniuge defunta (1/4, in presenza di più figli) era stata lesa.
- Le due schede testamentarie sono state ridotte nei limiti di legge, con dichiarazione di inefficacia parziale.
- È stata accolta anche la domanda di pagamento della somma equivalente, pro quota, a carico dei beneficiari testamentari.

Valenza pratica
La sentenza dimostra come, anche a distanza di tempo e per successione nel diritto da parte di altri eredi, la lesione della quota di legittima del coniuge superstite possa essere fatta valere con esito positivo.

11. R.G. 6159/2021 – Sentenza n. 988 (pagina 130)
Falsità della scheda testamentaria e indegnità

Oggetto
Domanda di accertamento della falsità del testamento olografo pubblicato e dichiarazione di indegnità a succedere nei confronti di alcuni beneficiari.

Sintesi della vicenda
L’erede legittimo ha impugnato il testamento per carenza di autografia e falsità, chiedendo anche che il beneficiario fosse dichiarato indegno per condotte lesive nei confronti del de cuius.

Punti salienti della decisione
- Il Tribunale ha accolto la domanda principale, dichiarando la nullità del testamento per mancanza di autografia.
- La domanda di indegnità è stata solo parzialmente accolta, in relazione a uno dei beneficiari, per gravi comportamenti contro la volontà e la persona del defunto.
- È stata ordinata la restituzione dei beni ricevuti.

Valenza pratica
La sentenza offre un esempio emblematico di accertamento giudiziale della falsità del testamento e di applicazione dell’art. 463 c.c. in tema di indegnità a succedere.

12. R.G. 6271/2019 – Sentenza n. 1017 (pagina 153)
Nullità per difetto di autografia

Oggetto
Impugnazione di testamento per difetto di autografia con conseguente richiesta di nullità e reintegrazione della quota spettante ai legittimari.

Sintesi della vicenda
I legittimari del defunto hanno agito per far dichiarare nullo il testamento olografo pubblicato dopo la morte del de cuius, sostenendo che non fosse stato redatto da lui ma da terzi.

Punti salienti della decisione
- Il Tribunale ha dichiarato nullo il testamento olografo, accertando che la grafia non apparteneva al de cuius.
- Non è stata accolta la domanda di indegnità per uno dei convenuti.
- È stata confermata la spettanza della quota ereditaria ai legittimari e ordinata la trascrizione della sentenza.

Valenza pratica
La pronuncia ribadisce i rigorosi requisiti formali del testamento olografo e l’importanza dell’autografia come elemento insostituibile per la sua validità.


Avv. Stefano Bresciani – www.gardalex.it